Master in Didattica dell’Italiano LS/L2 dell’Università di Macerata

Non è facile lavorare in questo torrido agosto…ma qualcuno lo deve pur fare :) Anche se molto accaldati, non ci facciamo mancare nulla dal nostro ricchissimo programma dei corsi, magari privilegiando le ore serali per le lezioni e le attività.

Volevamo darvi comunicazione dell’uscita del nuovo bando per il 2011/2012 del Master in Didattica dell’italiano in prospettiva interculturale dell’Università degli Studi di Macerata. Questo è il link al bando, con tutte le informazioni del caso:

http://www.unimc.it/af/master/11/italint

Questo Master si è distinto negli anni per essere uno dei migliori nel panorama italiano, secondo una formula mista tra lavoro in presenza e a distanza, eccellente competenza e disponibilità dei docenti, costante riferimento ad una vera didattica interculturale. Tra l’altro questa può essere anche l’occasione per conoscere da vicino la città di Macerata, accogliente sede universitaria che ospita tanti  studenti nel proprio bellissimo centro storico.

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TRAMA E RECENSIONE: “Il Mio Miglior Nemico”.

L’attività che presento è nata da un’idea di un caro collega Alessandro. Per i livelli B2 e C1 diventa interessante analizzare differenti stili di scrittura di un testo. Una “bibbia” di riferimento da prendere in considerazione per l’analisi di diversi stili è senz’altro “Esercizi di stile” di Raimond Queneau, pubblicato in Italia nel 1983 dalla casa editrice Einaudi nella traduzione di Umberto Eco con testo originale a fronte.

Il libro offre tantissimi spunti per costruire un’attività che si presti all’analisi o all’elaborazione di differenti stili di scrittura. Nella prima fase agli studenti, che vengono divisi in gruppi, viene proposta la lettura di due testi: la trama e la recensione di un famoso film. Dopo la lettura i gruppi devono individuare le differenze tra le due tipologie di testo senza nessuna indicazione da parte dell’insegnante. Emergono in questa fase le capacità di analisi degli studenti che molto spesso riescono ad elencare un numero inaspettato di caratteristiche quali: la lunghezza, i soggetti e i destinatari del testo, il tipo di lessico,i modi verbali ecc… Il momento del confronto è infatti un momento di condivisione nel quale l’interazione fra i discenti sposta l’attenzione dalla lingua italiana all’analisi dello stile, in una dimensione metalinguistica molto importante e spesso sottovalutata. Una volta ultimato il dibattito sulle diversità fra i due stili, viene proposta la visione di un film.

Vi presento ora la trama e la recensione realizzate in classe da due studenti di livello B2 per il film “il mio miglior nemico” di Carlo Verdone:

 

TRAMA Un uomo di nome Achille De Bellis è una persona felice perché nella sua vita sono successi fatti che desidera ogni uomo. Avere una bella moglie, un buon lavoro, una macchina veloce e una casa come un castello. Però tutto cambia quando nella sua vita irrompe un ragazzo, Orfeo, che vuole fare giustizia contro Achille che ha licenziato sua madre.
Ján
RECENSIONE “Il mio miglior nemico” di Carlo Verdone è sicuramente una commedia ben realizzata. I pasticci dei due protagonisti maschili, Orfeo e Achille, sono molto divertenti. Silvio Muccino interpreta Orfeo, aria da sognatore, un po’ il pazzo pur nella sua indole di innocenza. Verdone, nei panni di Achille,ci mostra il carattere di un uomo sempre sicuro di sè, sanguigno, esagerato e un po’ rapace nelle sue relazioni sociali. Nel finale del film, un gran finale, Orfeo e Achille si ritrovano con la loro vera personalità, redimendosi attraverso l’amore per Cecilia (interpretata da Ana Caterina Morariu).
Benjamim
La frase del film:”Io a sbatterti in galera sai quanto ci metto? Cinque minuti!”"E io ci metto cinque secondi a rovinarti la vita!”

 

Daniele Donati

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Letture per l’estate

Luglio è tempo di letture estive, quindi per i tanti docenti che frequentano il nostro blog presentiamo la recensione di un libro che, nonostante sia uscito nel 2004, per noi è ancora di grande attualità ed interesse, in quanto la dimensione ludica nell’apprendimento è ormai considerata imprescindibile ad ogni “latitudine” glottodidattica ed è ovviamente il fulcro di tante attività che si propongono durante i nostri corsi a Castelraimondo.

Fabio Caon e Sonia Rutka, La lingua in gioco. Attività ludiche per l’insegnamento dell’italiano L2.

«Accettare dal punto di vista educativo l’idea della natura sociale dell’attività cognitiva e delle sviluppo intellettivo e psicologico implica la  necessità, da parte degli insegnanti, di predisporre contesti in cui possa aver luogo la co-costruzione di conoscenza; di ambienti sociali, quindi, che siano ricchi di stimoli in cui gli studenti possano apprendere dalla relazione e dal confronto con gli altri attraverso la continua negoziazione dei significati» (p. 14).

Se nella metodologia glottodidattica ludica – in piena linea con l’approccio umanistico-affettivo da cui discende – il discente è al centro del processo di insegnamento-apprendimento, sta nella piena presa di coscienza da parte dei docenti che ‘non si tratta solo di proporre un gioco’ il successo e la reale incisività nell’applicazione di tale metodo.

Ecco perché gli autori, pur presentando nella seconda parte del libro un ricco e stimolante ‘catalogo’ di attività che è possibile sperimentare nella classe di italiano L2, dedicano tutta la prima parte ad approfondimenti che non possono essere liquidati come pura riflessione teorica.

Da una rapida disamina degli studi neurolinguistici su bimodalità e direzionalità di Danesi, della Second Language Acquisition Theory di Krashen e della teoria delle intelligenze multiple di Gardner si evincono tutti i limiti connessi ad un modello trasmissivo di insegnamento secondo una modalità frontale ed esclusivamente verbale, e si apre la strada ad una definizione della glottodidattica ludica come metodologia che tiene conto delle indicazioni ministeriali, è adattabile a vari contesti, vari livelli e varie età dei discenti, è innanzitutto motivante, quale chiave di volta essenziale di un panorama educativo che ‘soffre’ sempre più dell’accresciuta distanza tra allievi e docenti.

Ora, lungi dal confondere il “gioco libero” e il “gioco didattico”, gli autori focalizzano comunque come principi fondanti la ludicità, il suo essere modalità strategica nella progettazione e nello sviluppo delle attività, la sua dimensione potremmo dire ‘olistica’, nel senso di pieno coinvolgimento di capacità cognitive, affettive, sociali, senso motorie.

Ovviamente la potenzialità della glottodidattica ludica che tanto la avvicina al gioco meramente inteso è la capacità di attivare quella che Krashen chiama “the rule of forgetting”, (la regola della dimenticanza), ovvero il concetto per cui «una persona acquisisce meglio una lingua quando si dimentica che la sta imparando, quando la sua attenzione si sposta sul significato veicolato dalla lingua e non sulla forma linguistica» (p.25) e questo è possibile solo ricreando un meccanismo il più naturale possibile e in quanto tale non diverso da quello attraverso il quale si è appresa la lingua materna.

Per essere realmente didattico, infatti, un gioco non può essere fine a se stesso, ma deve «coscientemente conseguire una finalità che si trova al di là del gioco stesso» (p. 29); ed ogni attività ludiforme deve intenzionalmente essere costruita per apparire sotto una forma divertente, piacevole, olistica, ma ‘nascondere’ altresì il percorso verso determinati apprendimenti.

Ma attenzione, non un esercizio camuffato da gioco, ma un gioco vero, con finalità didattiche. E che tali finalità, al di là dell’essere più o meno consapevolmente ‘nascoste’ siano infine oggetto di seria riflessione, è un altro dei punti cardine della glottodidattica ludica.

Questo soprattutto quando si lavora con adolescenti e adulti, perché renderli consapevoli dell’utilizzo di determinate tecniche (piacevoli quanto si voglia) ‘negoziando il metodo’ (p.40), è quel che permette – soprattutto nella fase finale di debriefing – di ottenere risultati di consapevolezza nel percorso didattico importanti.

Sebbene la glottodidattica ludica affondi nella “notte dei tempi”, l’incontro con il computer e la multimedialità ne ha offerto un rafforzamento in consapevolezza ed efficacia a partire dalla constatazione comune che “lavorare con un computer – almeno in prima battuta – è motivante di per sé”. Al di là di questo dato di fatto, diversi sono i fattori della glottodidattica ludica già visti che vengono esaltati nell’incontro con le Nuove Tecnologie, cominciando dall’aspetto motivazionale che nella veste grafica trova un validissimo alleato.

La presenza poi di contesti sfidanti, dell’interazione attiva tra studente e software-computer fino all’implicito legato alla ridondanza dell’informazione (meccanismo importantissimo nell’acquisizione di una lingua) e a facili dinamiche legate ad attività di autoapprendimento.

Tutta la seconda parte del libro mostra una ricca serie di “ricette” a disposizione della classe che vengono offerte con numerosi cenni di varianti possibili nella piena consapevolezza che la bravura dell’insegnante consiste non solo nel saper ‘adottare’ un metodo e riproporne pedissequamente le procedure, ma nel saperlo ‘adattare’ didatticamente agli allievi con cui si trova ad operare.

In conclusione il libro di Caon e Rutka si rivela uno strumento prezioso per «integrare alcuni obiettivi didattici ed educativi esposti nelle indicazioni ministeriali con delle tecniche didattiche, delle modalità di lavoro e di organizzazione della classe che gli permettano di attuare una didattica centrata sull’apprendente» quale si connota essere la glottodidattica ludica nell’alveo del più vasto approccio umanistico-affettivo.

 

Luca Di Dio

 

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“Edu-calcio”: il torneo di calcio dell’Edulingua in cui tutti vincono!

Fra le varie attività offerte dalla scuola ogni mese c’è il torneo internazionale di calcio a 5. Per ogni squadra vengono sorteggiati studenti differenti per età, nazionalità, cultura e sesso. Pluralismo e divertimento non sono gli unici obiettivi. Il torneo è infatti anche un’occasione per lavorare inizialmente in classe, per poi apprendere la lingua in contesti stimolanti e divertenti fuori dall’aula.
Il calcio nel Belpaese è lo sport più amato e seguito: una buona occasione per parlare di cultura? E come comunicano in campo calciatori di diversi Paesi? Le attività extra-didattiche previste nel programma mensile sono sempre coordinate con il lavoro nelle classi. E allora, per preparare i calciatori al torneo, non sono necessarie solo preparazione atletica e voglia di divertirsi, ma anche la lingua.

Prima del torneo, nelle lezioni di italiano, si ha l’occasione per lavorare con il lessico del calcio o per esempio con l’imperativo che sarà fondamentale per percepire le istruzioni dell’allenatore. 
Cosa si vince? Alla fine del torneo la squadra prima classificata alza l’ambito Trofeo Edulingua! C’è anche un riconoscimento per il miglior giocatore, ma alla fine vincono tutti coloro che partecipano sul campo e quelli che fanno il tifo fuori! Buon divertimento!!!

 

Prof. Daniele

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Novembre in Italia

Oggi facciamo spudoratamente un po’ di pubblicità alla nostra scuola, anche perché crediamo che un’offerta come questa sia davvero eccezionale. L’invito ad essere nostri ospiti è per il mese di novembre, sorprendentemente bello sotto molti aspetti.
Ecco il manifesto che abbiamo realizzato per l’occasione. Se avete domande, scriveteci al solito indirizzo: info@edulingua.it
Novembre in Italia
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Una recensione: “L’utile e il dilettevole”

E’ appena arrivata a scuola una copia fresca di stampa del libro “L’utile e il dilettevole“, primo volume del nuovo eserciziario di grammatica della Loescher. Diviso in 19 unità relative ai principali temi della grammatica di base, il libro si propone come una possibile integrazione ai numerosi corsi in commercio per i livelli che vanno dall’A1 al B1.

A prima vista non sembra nulla di rivoluzionario, le ennesime 200 pagine dense di esercizi, stampate in bicromia e dal formato tutt’altro che innovativo. La domanda nasce spontanea: ancora ce n’è bisogno di libri del genere?? La risposta esce quasi altrettanto spontanea: direi proprio di sì. Inutile negarlo, eserciziari come questo rispondono alla costante richiesta di tantissimi docenti che possono essere innovativi quanto si vuole (nel migliore dei casi…), ma sono comunque sempre a caccia di qualche esercizietto nuovo per rinforzare i pronomi, oppure cercano un’attività per una verifica finale, oppure semplicemente hanno deciso di rendere pan per focaccia a quella classe che proprio si rifiuta di seguirli: eccovi servita un’abbuffata di grammatica! E quanti di noi si sono trovati in situazioni in cui gli studenti volevano solo quelli, nient’altro, tanto erano radicate le loro vetuste abitudini d’apprendimento…

Ma ritorniamo al libro. Superate le iniziali reticenze mi sono messo ad analizzarlo e l’ho pure provicchiato in classe, contando sul fatto che la Loescher di solito fa cose che mi piacciono. Beh, vi devo dire che anche in questo caso credo che abbiano realizzato davvero un buon libro! Va bene, alcuni esercizi sono i soliti, ma non si può pretendere altrimenti. C’è piuttosto una notevole cura di realizzazione, quasi mai i contenuti sono banali, il lessico degli esercizi è ben calibrato. Certo le schede grammaticali non sono niente di che, ma in fondo non sono quelle che servono a giustificare l’acquisto (a meno che non sia per l’autoapprendimento). Anche le foto latitano, ma non si tratta poi di un problema; invece i fumetti sono tanti e carini. Proprio i fumetti danno adito a parecchie attività originali, con spunti comici, obiettivi stimolanti e con innumerevoli riferimenti culturali. Ci sono anche esercizi per la riflessione metalinguistica, sebbene ne avrei preferito qualcuno in più.

Insomma, se proprio devo dirla tutta mi pare davvero un ottimo eserciziario, forse il migliore dall’uscita dell’intramontabile “Grammatica pratica della lingua italiana” dell’Alma, più comunemente noto come “la grammatica gialla”!

“L’utile e il dilettevole” costa 15 euro, un prezzo ragionevole per un testo pieno di esercizi spesso sorprendenti, con in coda le chiavi. Sono indicate ulteriori risorse disponibili nel sito web della Loescher ma, come spesso accade per l’italiano a stranieri, sul sito c’è ancora poco o nulla. Supplementi o meno, direi che vale la pena comprarlo.

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Nel cuore dell’Impero Asburgico

È stato un doppio viaggio incantevole quello che Alessandra e Luca hanno affrontato nel cuore dell’Impero della principessa Sissi. Da Venezia oltre le Alpi fino a Klagenfurt, Graz, Vienna e poi Bratislava. In due tappe hanno visitato le più prestigiose istituzioni dove si studia la lingua e la cultura italiana presentando il lavoro di Edulingua e, nello specifico, due dei percorsi che il prof. Di Dio presenta da anni con crescente successo. Tra questi, di grande attualità è la storia del nostro paese attraverso le canzoni che, nei festeggiamenti del centocinquantenario, assume ovviamente un significato particolare. festa 11 All’Università di Graz la prof.ssa Simona Bartoli-Kucher ha organizzato proprio quest’anno un corso per rivivere la storia d’Italia attraverso la letteratura e il cinema e pertanto la lezione di Luca ha trovato negli studenti un giusto retroterra su cui poggiarsi. Quell’ora e mezzo piena di immagini e musica ha permesso loro di integrare le loro conoscenze con un percorso unico, fonte di tanta motivazione per il lavoro quotidiano di studio della cultura italiana.

Così come presso i Comitati Dante Alighieri di Klagenfurt e Vienna la conferenza, proprio per la sua efficacia comunicativa e la capacità di coinvolgere anche emotivamente, ha rappresentato un felice momento nell’offerta formativa delle Istituzioni. Due sale splendide, pubblico numeroso e partecipe e due organizzatrici d’eccezione, Trude Graue e Cristina Del Gobbo che in prima linea dimostrano tutta la loro professionalità senza risparmiarsi.

La Dante di Graz, cui vanno i ringraziamenti nella persona della prof.ssa Edith Korisek e della prof.ssa Assunta Sunna, ha invece voluto offrire ai propri soci una “cena dantesca”… un evento di particolare coinvolgimento in cui la conoscenza di Dante Alighieri e del territorio marchigiano si unisce alla piacevolezza di mangiare e bere insieme, festa 01 conversando affabilmente e scambiando esperienze reciproche. Un vero e proprio “Convivio”.

A chiudere il percorso Bratislava, dove il prof. Di Dio ha incontrato una ventina di insegnanti d’italiano membri del Cefis (Centro di Formazione Italo-Slovacco). È incredibile pensare come la nostra lingua sia così studiata in un paese di poco più di 4 milioni di abitanti. Grazie al prezioso coordinamento del prof. Matteo Verga e alla professoressa Rosangela Libertini si è svolto un interessante confronto di tecniche sull’uso della canzone nella classe di lingua, dando vita a quella “comunità di pratica” che Edulingua, sin dal momento della sua nascita, si sforza con successo di creare. Una rete di biunivocità in cui il gusto tutto laboratoriale di approfondire tanti aspetti della lingua italiana affascina prima i docenti che gli studenti. Perché è solo nella consapevolezza che insegnare una lingua e una cultura è “il mestiere più bello del mondo” che si comunica un entusiasmo contagioso… quello che abbiamo visto e sperimentato negli ambienti in cui le persone che ci hanno ospitato operano. Con successo ed eleganza!

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A spasso tra le sculture

A pochi passi dalla nostra scuola esiste una sorprendente raccolta di sculture che da tempo compongono una sorta di galleria d’arte contemporanea all’aria aperta. Il protagonista di questa insolita, quanto interessante iniziativa è l’artista Fernando Caciornia, apprezzato scultore di Castelraimondo che, oltre ad esporre le proprie opere, è l’ideatore di un evento di successo, “il Simposio Internazionale di Scultura”. Questa manifestazione ospita valenti scultori da tutto il mondo che, scalpelli in mano, creano in pochi giorni i loro pregevoli lavori. Molte di queste opere rimangono poi a decorare il viale vicino alla nostra scuola, dando un’opportunità molto bella ai nostri studenti di mettere alla prova le loro abilità lessicali nel descrivere le sculture, nel confrontarle, nel decidere quali preferiscono e molto altro ancora. Quante belle attività si possono fare quando finalmente si esce dall’aula e ci si immerge nell’Italia vera, non mediata da manuali, audio o video. Ecco qual è il vero materiale autentico da usare, per chi insegna l’italiano a stranieri in Italia…basta aprire la porta dell’aula!

Ecco un breve commento di questa esperienza “estetica” di Ben, studente degli Stati Uniti della classe B1 di Daniele:

Questa esperienza era non solo divertente, ma anche informativa. (…) Anche, descrivere l`arte è una cosa che non facciamo spesso, e allora era un opportunità per imparare.

La nostra opera era uno scultura di marmo bianco. Era alta e grande, e anche un pò grezza e un lavoro molto detagliato. C`erano molte case, un grande edificio, una chiesa e molte strade. Tutte le case e anche l`edificio avevano le finestre. L´artista è una donna, si chiama Marzia, lei è un`appassionata della città e d`arte. Con questa opera Marzia voleva combinare il suo amore per il città e l´arte. Quest`opera si chiama “Una città del mondo”. Tutte le parte sono una cosa sola – delle strade alle case. Le finestre sono quase tutto aperte. Queste finestre sono una vista dentro un mondo in cui siamo tutti uniti.
È una visione di un mondo possibile.”
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Risorse per l’italiano: la Treccani 2.0

Nel post precedente si dibatteva di scelte editoriali nel mondo dell’italiano a stranieri, tra chi ancora crede nel potenziale delle pubblicazioni cartacee e chi si orienta verso i nuovi media digitali. Anche il pregevole blog Incroci ne ha parlato recentemente, a testimoniare l’attualità del tema. Aggiungo oggi un ulteriore nota a riguardo.

Sempre alla ricerca di nuovi materiali e strumenti per l’insegnamento, sono capitato poco fa nel sito dell’Enciclopedia Treccani. Mi è sembrato di viaggiare nel tempo, era la mitica enciclopedia che ai tempi della nostra infanzia conteneva tutto lo scibile umano, o quasi. Costosissima, da comprare a rate con i venditori che venivano a casa, per raccontare quanti vantaggi la famiglia avrebbe avuto nel fare quell’investimento culturale… Nell’epoca di internet e dell’IPhone ci si potrebbe domandare se le enciclopedie cartacee siano ancora vendute a sufficienza e se questo tipo di mercato durerà a lungo, ma la cosa interessante è che la Treccani ha un inaspettato sito ricchissimo di contenuti, utili sia agli studenti che ai docenti. Innanzi tutto sono consultabili le voci dell’enciclopedia, così come è davvero eccellente il vocabolario, ricco di voci ben spiegate e con molti esempi. E’ interessante notare come sia possibile in ogni definizione esprimere il proprio gradimento, attraverso l’ormai famigerato tasto “Like” di Facebook, si possa condividere la voce sui vari social network, ma anche sia possibile segnalare alla redazione un commento in proposito e si possa anche incorporare una definizione sul proprio blog. Ecco un esempio:

Blog

Vocabolario on line

blog ‹blòġ› s. ingl. [accorc. di weblog] (pl. blogs ‹blòġ∫›), usato in ital. al masch. – Diario elettronico, allocato in un sito web e continuamente aggiornabile, corredato in genere degli eventuali commenti (detti post) dei visitatori.

Leggi tutto

I materiali interessanti non finiscono qui, visto che il bello viene con le varie sezioni culturali presenti nel sito. Entrando nella sezione dedicata alla lingua italiana troviamo davvero tanti contenuti di notevole spessore, ma vorrei segnalare in particolare gli articoli tematici del Magazine (quello sui numeri nella lingua italiana è eccellente!).

Ci sono poi le domande sui dubbi linguistici (che, per caso, voi ne avete??), i neologismi, i sinonimi regionali e molto, molto altro. Davvero un sito da non perdere e, magari, da consultare in viaggio sul proprio telefonino.

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Scelte editoriali a confronto

Ispirato dall’odierna inaugurazione del Salone Internazionale del Libro di Torino, mi sono messo a curiosare nei siti dei vari editori di italiano per stranieri, rimandendo colpito da un paio di nuove proposte, tanto interessanti quanto, in un certo senso, divergenti.

L’Alma Edizioni ha da pochi giorni presentato a Buenos Aires una nuova rivista cartacea di lingua e cultura italiana destinata al pubblico sudamericano, dal titolo “Cartabianca”. L’idea editoriale sarebbe quella di mettere in collegamento chi lavora nell’ambito della ricerca e della docenza dell’italiano in America Latina. La competenza professionale dei componenti del comitato scientifico e redazionale, nonché del direttore responsabile Carlo Naddeo, sono sicuramente una garanzia della qualità della proposta. Potete trovare qui il primo editoriale del direttore scientifico Alejandro Patat.

La Guerra Edizioni lancia invece in occasione del Salone di Torino l’innovativa versione per IPad e Android del corso d’italiano “Nuovo Rete”, noto manuale realizzato da Paolo Balboni e Marco Mezzadri. Devo ammettere che si tratta di una lodevole proposta, molto sensibile ai recenti mutamenti mediatici e culturali della nostra società. Sembrerebbe un modo ideale per coniugare l’appredimento formale ed informale di studenti sempre più protagonisti del loro apprendimento.

In conclusione potremmo dire che nel mondo dell’italiano a stranieri ci sono ancora tanti spazi per scelte divergenti, che siano la nascita di un’ulteriore rivista cartacea per gli addetti ai lavori o il debutto di un manuale da mettere sul telefonino o l’IPad. Alla fine, al di là delle scelte spesso dettate dal mercato, il successo di un’iniziativa si misura sempre nel tempo, in base ai reali contenuti che si realizzano.

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