Giornali italiani nel mondo

Oggi sono rimasto particolarmente colpito da un articolo apparso quasi di sfuggita sul Corriere online (eccolo). Pare che il governo, attraverso il suo recente decreto per stimolare l’economia, non abbia rivisto un decreto precedente, come qualcuno aveva auspicato, che sanciva un taglio del 50% ai sussidi destinati ai giornali italiani editi all’estero. Detto in parole povere, molti di questi giornali saranno probabilmente costretti a chiudere i battenti, viste le scarse finanze di cui godono.

Tra seminari, formazione ed incontri vari mi trovo costantemente in giro per il mondo ed in più di un’occasione ho potuto visitare le redazioni e conoscere i giornalisti che, nella maggioranza dei casi, sacrificano il proprio tempo libero (e qualche volta anche il denaro) per dare un importante contributo al mantenimento delle legame tra l’Italia e le tante comunità di immigrati, attraverso la realizzazione di giornali che non mirano al lucro, ma solo a mantenersi in vita. Vero è che esiste un panorama davvero variegato tra queste pubblicazioni, che spazia da giornali distribuiti in decine di migliaia di copie e realizzati da veri professionisti, fino a piccoli periodici scritti da associazioni culturali, scuole o volontari. In ogni caso, comunque, sono mezzi che aiutano a diffondere una lingua spesso bistrattata all’estero, soprattutto nella sua forma scritta, senza contare che talvolta i migliori di questi giornali, in versione bilingue, sono letti anche da persone che non hanno origine italiana, a dimostrazione del significativo valore culturale spesso raggiunto.

Siamo tutti consapevoli che questi siano tempi difficili e che i tagli siano ormai presenti in ogni ambito; c’ è comunque da rimanere perplessi su come l’editoria nostrana benefici spesso di notevoli sovvenzioni per produzioni giornalistiche dalla quantomeno dubbia rilevanza, mentre gli italiani all’estero vengono ancora una volta penalizzati da politiche troppo involute e poco accorte.

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